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passaggio generazionale

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Dopo un po’ di tempo e dopo un po’ di post volati via insieme a righe non scritte, ma solo pensate, eccomi ancora qui. Nonostante il blocco ormai assodato del lavoro, provo comunque a proporvi uno spunto di riflessione. Pochi giorni fa ho vissuto un’esperienza di salute completamente nuova. Non vi rivelerò tutto quello che mi è successo, anche se non vi nascondo di essere stata all’ospedale per circa due settimane. Forse questo può sembrare un argomento completamente estraneo ed estemporaneo rispetto ai temi che tratto abitualmente. E se a qualcuno appare effettivamente così, in parte avrebbe ragione. Solo “in parte”, però.  Alla fine il marketing lo possiamo trovare dappertutto, anche tra uno scaffale e l’altro di qualche studio infermieristico, tra una medicina di ultima generazione, un rappresentante uscito da poco da un incontro di lavoro con qualche dottore e in aule in cui poter discutere di prezzi, di efficacia del prodotto…

Non so se anche a voi la comunicazione tra diverse età , o diverse generazioni, all’interno della vita d’impresa affascini tanto quanto affascini me. Nei post precedenti ho raccontato di riorganizzazione aziendale, evoluzione aziendale, strategia di crescita aziendale, partendo quasi sempre da un punto di vista umano, ovvero guardando e analizzando la realtà delle aziende che mi circondano con cuore e mente orientati al raggiungimento di un benessere “corporate”, integrato, e non egoistico. Come vi anticipavo, per poter realizzare i sogni imprenditoriali nel cassetto, secondo me non basta avere delle doti tecniche spiccate. I valori esplicitati a gennaio, Lealtà, Gentilezza, Altruismo potrebbero essere la chiave per aprirli davvero quei sogni nel cassetto di tanti imprenditori. Quelli  in cui la “realtà economica”  si muove in sinergia con le persone che permettono all’azienda stessa di esistere. Purtroppo, a volte, imprenditori e soprattutto quadri di aziende di diversa dimensione e natura si dimenticano…

Ieri ho vissuto qualcosa di indimenticabile. Oltre al dolore al piede per essermi tirata addosso  il cancellone di “ferro massiccio” di casa dei miei dalla stanchezza, ho ripercorso in qualche minuto di macchina i dieci anni più significativi della mia vita. Sì, perché il viaggio mentale fatto di ricordi vividi e di parallelismi l’ho vissuto al rientro dall’incontro con Alessandro Rossi. Tutto è iniziato con la mia solita voglia di esplorare, di fare rete, di essere in movimento, anche in un periodo in cui tantissimi di voi sono rientrati da vacanze in montagna di cui sentono già nostalgia. Tornando al dunque,  sono stata a Como. Como, già di per sé, è una  città in cui adoro spesso perdermi, tra musiche e sorrisi di artisti di strada e la magnificenza di palazzi antichi, tra il vento del lago e qualche vetrina all’ultimo grido. Ieri, comunque, mi sono addentrata proprio tra un…

Se ci ripenso, mi viene da sorridere… e anche da ridere! È proprio vero che, dalle situazioni di disagio, gli ottimisti trovano  le opportunità più interessanti! Come per esempio in questo caso. Qualche mese fa mio padre mi chiede di aiutarlo, da consulente esterna, nel rinfrescare l’immagine di prodotto della sua azienda. Assolutamente conscia di quello a cui sto andando incontro – cioè ai soliti possibili sbarramenti da “anonimi” che usano le difficoltà del passaggio generazionale come scusante per sottrarsi al confronto e non come spunto di ricerca e di crescita (preciso, non mi sto riferendo a mio padre!)  -, non mi tiro indietro e dico: “perché no?” e penso che, nella peggiore delle ipotesi, ovvero quella decisamente più probabile, io ci ho provato comunque e sicuramente avrò “qualcosa in più” a cui ispirarmi e da mettere nella valigetta del mio bagaglio personale. Nel frattempo, mentre la consulenza rimane una…

Dopo lo pausa estiva, torno a scrivere un post forse banale per alcune persone. Sicuramente sarà  molto significativo per me e spererei anche per i giovani professionisti  che testano loro stessi sul mondo del lavoro, magari non apprezzati al momento della selezione da ricercatori troppo occupati a trovare personale da manipolare più che da far crescere con onestà. Per fare questo, per una volta, mi toglierò lo sfizio di attingere informazioni da un cassetto del mio passato che alcuni familiari e conoscenti credono essere impolverato, poco lucido e perso. Nello specifico trarrò spunto dall’esperienza vissuta circa 13 anni fa e focalizzerò brevemente  l’attenzione sul legame che esiste tra i principi considerati per la scelta di nuove risorse aziendali e la Responsabilità Sociale d’Impresa. Le Aziende socialmente responsabili e i selezionatori “senza tempo da perdere” Come accennavo nell’articolo  Una Riorganizzazione Aziendale di … Cuore , “[…] un’azienda è composta da…

Le Pmi, i caffè e il passaparola “win-loose” Non so se a voi sia mai interessato almeno una volta, a me sì. Mi riferisco al passaparola aziendale e alla sua relazione con l’onestà e con lo sviluppo d’impresa In particolare mi piacerebbe approfondire brevemente come alcune realtà della zona, Pmi e non solo,   mettano in circolo “voci di corridoio” soprattutto sui concorrenti che desiderano allontanare, al posto di  attivare un passaparola positivo, o comunque coincidente, sulla propria attività attraverso azioni di marketing leale, attraverso azioni ben definite e aperte al confronto. In Brianza ancora molte persone dirigono le imprese seguendo una filosofia “win- loose” con il desiderio di bruciare i loro concorrenti come fossero veri e propri rivali da allontanare, avviando dei passaparola poco reali e sicuramente molto interessanti per chi è a caccia di gossip tra un colloquio e una riunione di lavoro. Posso scrivere questo sulla…