Ed eccomi ancora qui. Dopo qualche settimana di silenzio e a distanza di quasi 365 giorni.

Il 21 dicembre dell’anno scorso, infatti, vi raccontavo dei preparativi per l’albero di Natale, preparativi partiti col mio classico ritardo rispetto alla tabella di marcia della zona. Soprattutto davo accesso ad anima e mente  per comprendere emozioni e sentimenti autentici con cui mi accingevo a decorare casa.

Il Periodo Prima di Natale e Ink Feather

Ora, periodo lavorativo in cui:

  • Ogni sorta di collaborazione di business counseling sembra essersi cristallizzata tra la condensa di fine autunno,
  • Non solo Google tratta di renne e magie , ma trattano di lucine e addobbi anche le persone più scettiche verso la creatività,

sento il bisogno di non lasciare Ink Feather in sospeso. Avverto piuttosto il desiderio, ancora prima del dovere morale, di andare oltre. Oltre ogni sorta di difficoltà, oltre ogni divergenza di visione, oltre ogni incomprensione,oltre ogni guerra concorrenziale e consumistica.

Dopotutto in questa società in cui il “giorno in cui si è tutti più buoni” è il 25 di questo mese, la furbizia aziendale –  quella che tenta in svariati modi di ostacolare qualsiasi strategia o iniziativa genuina- riesce ad allargare un piccolo varco verso la comunicazione vera proprio in questi momenti  dal sapore vacanziero.

Ink Feather, l’Umanità nel Marketing e  … l’Attesa

E allora, perciò, torno a scrivervi oggi, consapevole dei benefici che il ponte di Sant’Ambrogio offre a molti. Consapevole che solo in questo periodo dell’anno, in cui l’aria d festa rallegra e rilassa chi tendenzialmente legge la “trasparenza di essere impresa ” come qualcosa di cui lamentarsi, posso trattare di decorazioni e di marketing con lealtà e umanità, ovvero caratteristiche che personalmente tengo strette al cuore e dentro me non solo durante il 25 dicembre, ma anche nei restanti 364 giorni della mia esistenza personale e lavorativa. Caratteristiche senza le quali, in realtà,  gli imprenditori, anche quelli più “tagliati”, non verrebbero gratificati da:

  • Un ROI più significativo nel tempo (mi rivolgo ai lavoratori più “amministrativi”);
  • Un’evoluzione e un miglioramento aziendale sempre crescente (mi riferisco a chi guarda alla professione in modo integrato).

Perciò, e tornando al punto da dove avevo iniziato, oggi sono qui a far volare tra queste righe bianche e nere l’entusiasmo accorto con cui puntualmente mi affaccio al Natale, nonostante tutto. Lo stupore che nasce nel profondo mentre assemblo i pezzi  di un abete scelto durante l’adolescenza e che tuttora mi sembra essere uno degli alberi più alti “del mondo” .

Sarà forse perché

  • grazie all’attesa, la certezza di essere piccina e finita continua a crescere smisuratamente,

 

oppure perché

 

  • 2,10 metri di presenza sempreverde difficilmente passerebbero inosservati. Non importa se le palline che appenderò non saranno all’ultimo grido.

 

Magari, e più probabilmente, l’abete  che ho iniziato ad assemblare ieri mi sembra così importante per entrambe le ragioni.

In ogni caso, anche io, che sogno un periodo  pre-25 ricco di marketing onesto  e di persone sinceramente umane tutto l’anno, amo i preparativi e le decorazioni, nonostante tutto.

Ed è per questo che da domani in poi cercherò, insieme a Lilli, di vestire il mio albero di Natale di amore e semplicità mentre aspetterò alla finestra, proprio come una bambina, l’arrivo di un nuovo inizio.

 

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