Nonostante novembre sia quasi alle porte, per una volta faccio un salto nel passato proponendovi una riflessione sulla Corporate Identity. Che ne dite se vi portassi a spasso  nel tempo attraverso il racconto della mia visita di inizio agosto presso un’azienda d’arredamento in zona?

Come d’abitudine, per correttezza non svelerò il nome del  marchio.

Prima di iniziare con la case history, mi piacerebbe lasciarvi la definizione di Corporate Identity di Glossario Marekting.it :

“La corporate identity è la risultante di una serie di elementi tangibili e intangibili che caratterizzano l’azienda e portano alla sua riconoscibilità sul mercato, definendone il ruolo in relazione ai bisogni che vuole soddisfare e ai valori o modelli di comportamento che intende promuovere […]

E se vi state domandando il perché di questo passaggio, ecco la spiegazione

L’Arredamento che ha fatto storia e la Corporate Identity

Come anticipato qualche riga più su, l’ultimo giorno di luglio un imprenditore di queste parti mi ha contattato per fissare un incontro conoscitivo, un incontro in cui mi si sarebbe regalato spazio per

  • osservare e analizzare velocemente l’azienda di riferimento
  • presentare l’attività di Business Counseling in semplicità e concretezza.

Perciò, nonostante avessi scelto di concentrarmi sui lavori d’ufficio in concomitanza della chiusura estiva dello studio, il primo d’agosto ho visitato questa impresa che ha contribuito a  fare la storia del mobile Made in Italy, Made in Brianza.

Una volta  entrata dal cancello della potenziale azienda cliente, sono rimasta a bocca aperta per la grandezza di cortile, unità  produttiva e probabile piattaforma logistica.

Dall’esterno potevo già percepire come il marchio di cui vi sto raccontando si sia saputo sviluppare, evolvere e riorganizzare migliorando la sua identità aziendale nel tempo.

Immaginerete come la curiosità, che mi accompagna durante lavoro e vita, fosse elevata.

Scesa dalla mia sedici, uno dei titolari d’azienda – che per riservatezza chiamerò “Signor M.” – mi ha fatto accomodare in uno degli uffici dedicati a clienti e visitatori.

E così il nostro colloquio ha iniziato a fluire.

Il “Signor M.”, senza molti problemi e parentesi di troppo, ha raccontato brevemente la storia dell’azienda di famiglia.

Più il “Signor M.” mi apriva orizzonti diversi, più sentivo il desiderio di porre domande che mi permettessero di capire meglio

  • identità,
  • strategie,
  • desideri (ovvero obiettivi)

dell’azienda e, ancora prima, delle persone a conduzione della stessa.

In sintesi il “Signor M.” avrebbe voluto far crescere la visibilità del proprio marchio grazie alla vendita di pezzi d’arredo prodotti internamente  attraverso azioni di internazionalizzazione.

In apparenza all’impresa del “Signor M.” non mancava nulla.

La sua organizzazione aveva e ha tuttora a disposizione:

  • spazi da adibire a esposizione interna ed esterna,
  • laboratori e manodopera per sviluppare e seguire con dedizione progetti su misura,
  • collaboratori con cui gestire le attività di ufficio,
  • un deposito dove poter caricare con cura container provenienti da tutto il mondo,
  • pagine social attive.

 

A questo punto qualcuno di voi, intento a leggermi, potrebbe pensare che la realtà di cui sto raccontando avesse evidentemente tutte le carte in regola per produrre bene e farsi conoscere ancora meglio.

Sicuramente questa impresa è una delle aziende più avanzate nei paraggi.

Ma tutto ciò non basta … e purtroppo anche oggi mi toccherà usare qualche avversativa in più. Vi spiego subito il perché.

La lista riportata sopra è valida per produrre e distribuire prodotti, articoli e servizi di una società  al pubblico. Sicuramente.

Le leve di questa lista, però, perdono valore senza una Corporate Identity ben marcata da diffondere.

Come ogni società che voglia davvero fare un salto di qualità, che davvero voglia migliorarsi, la formazione di una Identità aziendale definita,facile da identificare e interessante da divulgare è fondamentale.

Vi ricordate i pensieri lasciati nell’articolo “Brand Image, Un Mondo da Scoprire”?

Per comodità, ecco uno dei passaggi più significativi:

 […]  una identità aziendale con poca passione, con poco contenuto da esprimere  e caratterizzata da poca originalità, difficilmente riuscirà a ritagliarsi il suo giusto spazio nel mondo tra la concorrenza […]”

E ora arrivo al dunque.

Quando durante il colloquio dello scorso agosto ho chiesto al “Signor M.” se la sua società avesse una brochure istituzionale con la quale divulgare il marchio in Italia e all’estero, il “Signor M.” non ha nascosto la sua titubanza e con semplicità mi ha mostrato una bozza di catalogo da tasca chiedendomi a sua volta cosa ne pensassi.

In quell’ istante sono stata molto grata al “Signor M.” . Per aver palesato un suo dubbio a una sconosciuta come me. Dubbio tra l’altro riguardante un argomento così delicato. Argomento  che molti capi e dirigenti della zona tendono a sottovalutare credendo che i risultati prettamente commerciali siano slegati dalla vera anima di un’azienda, quella composta di radici, creatività, personalità; anima in cui logo e colori altro non sono che i vestiti con cui si presenta il cuore dell’impresa agli altri.

Ed eccomi giunta alla seconda riflessione che vorrei condividerei con voi.

La Corporate Identity e le Brochure Istituzionali

Se è vero che per posizionarsi solidamente all’interno di un mercato ricco di concorrenza un’impresa d’arredamento  ha bisogno di

  • esporre i propri prodotti,
  • studiare i prezzi di vendita,
  • progettare nuovi articoli,
  • avvalersi di commerciali umani e competenti,
  • avere alla base un organico armonico e produttivo,

come vi anticipavo nell’articolo “Brand Image, Un Mondo da Scoprire

senza un’immagine delineata, senza un’immagine caratterizzata da elementi facilmente distinguibili “tra la folla”, senza un’immagine da veicolare e da diffondere attraverso una brochure istituzionale in cui

  • raccontare dettagli preziosi di un’azienda composta innanzitutto da uomini,
  • narrare storia, valori e non solo obiettivi,
  • rendere visibile senza segreti l’organizzazione,
  • illustrare i prodotti con sentimento

nel giro di qualche pagina,

difficilmente un’azienda, anche quella più dinamica in assoluto, riuscirà a raggiungere il proprio potenziale reale.

Perciò, per tornare al punto in cui avevo lasciato il racconto dell’incontro di inizio agosto, sono stata davvero felice di aver potuto esprimere il mio pensiero al “Signor M.” in tranquillità e sincerità.

Soprattutto perché il “Signor M.” mi ha regalato molta soddisfazione ascoltandomi e prendendo in considerazione anche solo per un momento idee diverse dalle sue.

Alla fine, e sempre personalmente, credo non ci sia Identità Aziendale che tenga senza un catalogo da tasca espressivo e funzionale col quale presentarsi con chiarezza e simpatia ad un mercato piuttosto che al mondo intero …

Del resto per me non c’è strategia che tenga senza una solida identità aziendale, senza un’identità d’impresa  fatta di attimi di presente in cui l’operatività si esprime in trasparenza.

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