Buonasera! Eccomi di nuovo qui!

Questa volta vi racconto qualcosa di diverso, lasciando Dragonlfy e Rose in silenzio per un attimo e scegliendo  di dedicarmi ad un argomento piuttosto delicato, ovvero il counseling.

Per prima cosa, però, risponderò ad una domanda che certamente molti di voi si saranno fatti: il mio lavoro in cosa consiste?

Prima di rispondere, vi chiedo, se già non lo avete fatto, di visitare la sezione “Pensati per Te” qui su Ink Feather.

Alcune cose, mi rendo conto, possono apparire solo astratte. Nella lista troverete i servizi che offro e  leggerete  “termini un po’ particolari” come ad esempio “Business & Corporate Counseling”.

Ok, ok, va bene, è vero! Da questo momento cercherò di parlare con parole più semplici e immediate, ma soprattutto, farò del mio meglio per farvi entrare nel vivo e conoscere il mio mondo!

La definizione di counseling presa direttamente da Wikipedia, afferma :

“Il termine counseling (o anche counselling in inglese britannico) indica un’attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere …)”

Io, invece, ho scelto di non lasciarvi così, con una semplice definizione.  Vi porterò dietro le quinte del mio lavoro perché desidero farvi toccare con mano qualcosa che non si può vedere, pertanto faticoso da comprendere!

Il mio concetto di Counseling

Pronti? Partiamo quindi con il caso aziendale concretissimo di BUTTINONI INTARSI D’AUTORE e le riflessioni sul mio lavoro basate sul “colloquio conoscitivo” di cui sto per parlarvi. Al solito userò il presente per comodità di lettura.

Dopo un mese circa dal mio rientro da Dubai, decido di mettermi finalmente in proprio. Scelgo di offrire consulenza agli imprenditori e operatori del settore arredamento e design che vogliano cambiare, migliorare costantemente nel tempo e che, soprattutto, siano intenzionati a credere in me!

Così, un venerdì qualunque dello scorso giugno, ricevo una chiamata da un mio ex-collaboratore, per l’esattezza da un intagliatore, che mi segnala una sua conoscenza.

Quest’ultima si mette in contatto con me e fissa un primo incontro conoscitivo in zona. Il giorno dell’appuntamento Luca Buttinoni – vi svelo il nome del cliente, uscendo dalla nebbia di mistero in cui la Brianza mi coccola – intuisce che può iniziare a contare su di me.

Quanto meno, si sente di provare ad abbozzare un primo tentativo di collaborazione con me per raggiungere piano piano l’obiettivo aziendale che si è prefissato.

Al momento posso solo dirvi che la missione è quella di far emergere le potenzialità di una struttura in fase di cambiamento.

Quindi, riprendendo da dove avevo iniziato il post di oggi, mentre sono all’incontro con Luca intuisco che:

  1. Quello con Buttinoni sarà un lavoro molto interessante in termini di analisi, immagine e prodotto;
  2. La collaborazione con Luca comporterà, da parte mia, e con tutta probabilità, un servizio di Business & Corporate Counseling.

Eccola lì, LA “parolona” della lista! Finalmente è sbucata fuori!

Perché? Potreste chiedervi voi. Provo a spiegarvelo in un modo un po’ diverso;  “LA parolona” nasconde un concetto non necessariamente immediato.

Vi chiedo un aiuto, un piccolo sforzo ancora. Provate a prendere la dicitura Business & Corporate Counseling e a sostituire le parole:

  • Business con l’espressione “poter fare impresa”;
  • Corporate con “in modo forte e coerente con le origini dell’azienda cliente che vuole evolversi per diventare un punto di riferimento di settore”;
  • Counseling con il periodo “attraverso l’analisi del potenziale stesso che l’azienda ha in sé e attraverso, successivamente, azioni concrete orientate a far adattare con personalità e identità distintive l’azienda cliente alle esigenze del mercato di riferimento”.

Ora, leggendo solo le parole tra le virgolette, dovrebbe uscire la seguente definizione:

“Poter fare impresa in modo forte e coerente con le origini dell’azienda cliente che vuole evolversi per diventare un punto di riferimento di settore, attraverso l’analisi del potenziale stesso che l’azienda ha in sé e attraverso, successivamente, azioni concrete orientate a far adattare con personalità e identità distintive l’azienda cliente alle esigenze del mercato di riferimento.”.

Tornando un attimo all’incontro conoscitivo con Buttinoni, dovreste sapere che Luca mi confessa di voler FORTIFICARE la sua azienda!

Perciò, ora, potrete intuire che qui il Business & Corporate Counseling cade a pennello, ma, dato che non voglio affrettare le conclusioni, vi do qualche cenno storico sull’attività di Luca.

La Buttinoni Intarsi d’Autore nasce nel 1970 come laboratorio artigianale in proprio. Per volontà del padre di Luca. Nell’atelier di decorazioni si creano e sperimentano intarsi “Luxury Made in Italy” che vengono poi acquistati da produttori d’arredamento classico.

Cosa significa questo? In pratica il papà di Luca si mette a servire tutte quelle micro, piccole e medie imprese del Classico di Lusso Italiano che desiderano vendere prodotti di arredamento di altissima qualità artigianale in cui gli intarsi saltino all’occhio per raffinatezza, ricerca materica e creatività.

Nel frattempo, Luca si unisce all’attività del padre e porta con sé tutta la sua conoscenza artistica. Prospettive realizzate a mano e illustrazioni renderizzate a pc incluse.

 

Nel 2010, purtroppo, il signor Riccardo viene a mancare, ed è qui che Luca, nonostante tutto, si mette in gioco di più, decidendo di potenziare l’azienda di famiglia. È consapevole e, soprattutto, ha il coraggio di ammettere che per riuscire nel suo obiettivo, non potrà accentrare tutto su di sé, ma avrà bisogno di nuove persone sulle quali fare affidamento.

 

Inizia così a collaborare con professionisti del campo, fino al lanciare nel 2015 il “sub-brand” (per parlare in italiano e come mangio: un marchio più “piccolo” che viene “riparato” dalla marca conosciuta come Buttinoni Intarsi d’Autore) Luxury Lab, finché, appunto, un venerdì qualunque dello scorso giugno, mi chiama e decide di far fare il “salto di qualità” alla sua azienda.

 

Counseling: un concetto per nulla astratto

Voi, a questo punto, potreste pensare “E quindi? Dai, falla breve!”. E  … quindi mi ricollego a quello che ho scritto prima circa il Business & Corporate Counseling e la non astrattezza del mio lavoro.

A fine incontro conoscitivo (alias colloquio), Luca esplicita la sua intenzione reale e finale: rendere la Buttinoni Intarsi d’Autore un vero e proprio BRAND INDIPENDENTE. Un marchio e, ancor prima, un’azienda che produca soprattutto per sé e che venda direttamente, senza passare da terzi, un prodotto tradizionale e nuovo contemporaneamente, nonché al passo con i tempi!

Quindi, e qui siamo arrivati alla fine (finalmente per qualcuno di voi),  come ben capirete, le mie intuizioni iniziali non vengono smentite:

  1. Si sta prospettando davanti a me un lavoro molto interessante in termini di analisi, di stile e di prodotto
  2. Alla volontà – che potrei anche chiamare DOMANDA – di Luca, corrisponde la mia OFFERTA di Business & Corporate Counseling della famosa pagina “Pensati per Te”!

Dopotutto, parte del mio lavoro consiste proprio nel:

  • Far emergere le potenzialità di un’azienda (attraverso strumenti specifici, primo tra tutti l’ascolto);
  • Trovare soluzioni concrete (problem solving) per trasformare le parole in fatti;
  • Fortificare l’immagine d’azienda attraverso azioni mirate, tra cui, quelle che amo di più, la formulazione di nuove tendenze stilistiche – di prodotto e l’analisi dei nuovi comportamenti d’acquisto nell’ambito “Interior Design di Lusso”.

Sono sicura che, senza questi esempi pratici, difficilmente chi si chiedeva da un pezzo cosa faccio nella vita avrebbe trovato risposte concrete!

Perciò, ecco qui le prime, e direi che per oggi possono bastare.

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