Con un po’ di ritardo, eccomi qui!

Questo non è un venerdì e stamattina scriverò di un argomento più specificamente di design e sui designer, sicuramente più generale e meno ritagliato dalla mia vita quotidiana.

Vi condurrò con me in questo spazio virtuale, raccontandovi di un fatto comunque reale,  come da mia abitudine, mentre il mio batuffolo di pelo mi mordicchia l’alluce per giocare insieme a me.

Del resto oggi è domenica …

Partiamo!

Ink Feather Blog, Instagram e i Designer Social

Venerdì stavo navigando su Instagram riempiendo  i miei occhi di curiosità, bellezza e novità.

Presa dal mio lavoro di costante ricerca, sono incappata in un’immagine molto emozionale che ha colpito la mia attenzione.  In tutta spontaneità sono andata sulla foto della blogger del caso per osservare nel dettaglio quello spaccato di camera da letto.

Mentre stavo per fare tap sul cuoricino, ho letto velocissimamente il contenuto della storia.

E lì mi sono bloccata per un secondo.

Tra le quattro righe descrittive dell’account in questione c’era scritto (in inglese):

“per reinventare il tuo spazio non c’è bisogno di essere un designer! Basta semplicemente …”. Il testo proseguiva con una lista della spesa.

Al che, proprio perché desidero essere il più coerente possibile nella mia vita di professionista e di essere umano, il  like mi è partito comunque . L’immagine era palesemente evocativa, armonica e ben studiata. Parola di designer e di persona che è nel campo da più di dieci anni.

Però, – e oggi credo proprio che di congiunzioni avversative ne dovrò mettere, purtroppo – non ho commentato il post con un “super!”, “Bellissimo!”, “Very beautiful image and styling!”. Quello proprio no.

Dopo aver letto un commento che screditava – anche se in modo piuttosto simpatico e non lo nego –  i designer, i design consultant , i consulenti di immagine e tutti gli operatori di settore, di certo non sono andata a complimentarmi con la blogger capitata a tiro.

L’entusiasmo non ha nulla a che vedere con l’opportunismo. Non per me. Che entusiasmo sarebbe se no?

In ogni caso, dopo aver letto quelle righe, ho sperato intensamente che i miei, di follower, non si lasciassero convincere da liste della spesa vuote di umanità. Ho sperato, piuttosto, che, posta la domanda:

secondo voi i consulenti d’immagine e di design sono utili per l’arredamento di interni ?

non avreste risposto dando ragione a chi vorrebbe pulire la piazza del design furbescamente  in un secondo. Ho sperato che voi non vi sareste fatti ingannare da false illusioni.

Come spesso mi capita, ho comunque immaginato la risposta dei miei lettori un po’ cinici, ovvero:

designer e consulenti d’immagine e di azienda ti fanno solo perdere del gran tempo. Sono capaci tutti ad abbinare un divano a una poltrona e delle sedie a una cucina.

E poi mi sono cullata nell’immagine della risposta di chi, invece, si sentirebbe  più sicuro, e di conseguenza più leggero, nell’ affidarsi ad un esperto per arredare gli spazi in cui dovrà vivere tutti i giorni per un lungo periodo di tempo.

Ma – ci risiamo con le avversative! – dato che voi e io siamo sul mio blog, oggi desidero darvi  il mio di punto di vista. Quello, appunto, di una persona che ha studiato design e che tuttora approfondisce attraverso il proprio lavoro i criteri inclusi nella fruizione di

  • estetica di prodotto
  • estetica di spazio,
  • progettazione di prodotto contestualizzato in uno spazio specifico,
  • funzionalità e idoneità di ciò che propone il mercato.

Ink Feather Blog e l’Importanza dei veri Designer all’interno dei Social

Intuirete facilmente che per me i consulenti di immagine e di design sono figure decisamente fondamentali nell’arredamento di interni . Per

  • rinnovare uno spazio abitativo (o non) personale,
  • progettare e sviluppare contract B2B o B2C personalizzati presso un’azienda produttrice e operativa  nel settore arredamento,
  • tanto altro.

Vi spiego il perché.

In molti credono che la Bellezza sia qualcosa di scontato. Di molto scontato. Del resto tutti quanti noi abbiamo a che fare con qualcosa che ci piaccia. Quotidianamente.

Ricordo ancora il giorno in cui, anni fa, stavo andando a discutere la mia tesi di Fashion Design e le mie amiche, nonostante avessero una “designer in casa”, si rifiutavano di chiedermi consigli su abiti, abbigliamento, abbinamenti o, più in generale, di  acquisto di elementi decorativi, perché tanto tutti siamo capaci di scegliere.

Partendo dal presupposto che questo aspetto è verissimo, infatti  apparentemente tutti distinguiamo cosa “è bello” da cosa “non ci piace”,

in questa affermazione si trova direttamente la spiegazione di perché i consulenti di immagine e di design sono professionisti degni di fiducia e credibilità.

Se è vero che ognuno di noi ha un suo gusto e una sua opinione circa accessori, arredamento, abbigliamento, e chi più ne ha più ne metta,

è vero anche che non tutti siamo in grado di riconoscere, in un oggetto

  • le sue peculiarità strutturali,
  • le sue caratteristiche tecniche,
  • il significato semiotico delle forme dell’oggetto stesso,
  • la sua natura, la sua performanza (o prestazione che dir si voglia) materica;
  • la sua compatibilità con l’ambiente,
  • le caratteristiche implicate nella sua funzione,
  • i tempi artigianali o non impiegati per la sua realizzazione,
  • il prezzo reale (e non quello mostrato al pubblico in qualche negozio chic di Milano ) dell’oggetto stesso e il perché quel prezzo è stato formulato in quel modo;
  • la proiezione della collocazione di quell’oggetto di design all’interno di un ambiente già arredato o da arredare dall’inizio alla fine,
  • la concorrenza con cui quell’oggetto si dovrà raffrontare,
  • etc etc

 

Per farla breve, ciascuno di noi può dire “che bello quel pezzo! Starebbe bene con …”. Semplice!

Ma  solo chi, come me, ha scelto consapevolmente di approfondire le dinamiche che stanno dietro all’immagine che il design ci propone

può entrare in contatto con “ tutta questa bellezza” con professionalità  e cognizione di causa.

Non trovate anche voi ?

Quindi, per chiudere da dove ho iniziato,

sono super certa che la blogger in questione abbia proprio buon gusto. Davvero.!

Però questo non basta.

Sono anche certa, infatti, che a breve questa ragazza avrà bisogno della mano di consulenti o designer – che lei lo  voglia rendere esplicito oppure no sul suo blog – per gestire facilmente e  con soddisfazione le richieste dei suoi  follower che, nel frattempo, si saranno  improvvisati  esperti d’arredamento “in a blink of an eye”.

E con questa certezza vi saluto e ritorno a giocare con il mio batuffolo di pelo di nome Lilli.

A presto!

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