Dopo una piccola pausa, eccomi di nuovo. Per raccontare qualcosa circa la strategia di crescita aziendale.

Come al mio solito, scriverò righe prese dalla quotidianità che vivo giorno per giorno.

Nell’ultimo articolo vi avevo confessato come per me sia fondamentale organizzare- e riorganizzare –  il lavoro, svolgendo la propria professione con lealtà, gentilezza, altruismo.

Valori che, sempre secondo il mio punto di vista, riescono a trasformare un qualsiasi ambiente lavorativo in un luogo dove poter essere sereni, dove divenire parte di piccoli, medi o grandi cambiamenti  con atteggiamento resiliente e con ottimismo vero – quell’ottimismo che emerge nei momenti di difficoltà rendendo possibile un sano miglioramento umano e aziendale – .

A questo proposito, vi ricordate il post Dragonfly e Rose_La Nascita?

Se per caso vi steste chiedendo cosa abbia a che fare l’introduzione di oggi con la strategia di crescita aziendale, spero possiate trovare qualche risposta proprio qui sotto.

 

La Strategia di Crescita Aziendale e l’Ottimismo Vero

 

Per chi se lo ricordasse e per chi non avesse letto i post Ink Feather, Dragonfly e Rose sono due poltrone che ho progettato in collaborazione con Kappa Salotti esattamente un anno fa.

Ma non per iniziare a vendere  e a obbligare commerciali della zona a “piazzare” i due imbottiti e a “far soldi a palate”.

Il progetto in collaborazione con l’azienda produttrice di Mariano è nato con l’intento di avviare una strategia di crescita aziendale per l’impresa di famiglia.

Come anticipavo un anno fa, però, purtroppo e per fortuna la strategia di crescita aziendale studiata per mio padre è rimasta vaga, incompiuta.

Scrivo purtroppo perché nonostante  l’analisi e i disegni proposti fossero volti  a

  1. non rompere senza grazia l’immagine di “brand”
  2. evolvere l’identità d’azienda in armonia nel rispetto dei tempi di produzione e di richiesta di mercato, facendo leva sulla personalità di prodotti nuovi da integrare a quelli storici attraverso una collezione dall’ aspetto finale al passo con i tempi  e dai dettagli legati alla tradizione classica

l’azienda famigliare ha scelto di non affidarsi alla mia analisi per proseguire su una strada diversa.

Questo purtroppo, in realtà e come vi scrivevo all’inizio, si è trasformato poi  in un per fortuna per me!

Grazie all’ottimismo vero, quello che mi tiene per mano quando “le cose” si fanno più difficili, infatti, ho avuto l’occasione di realizzare due poltrone che

  • sicuramente non verranno mai vendute direttamente da Ink Feather (tratto  di Counseling Aziendale!) , ma esistono e possono essere toccate con mano … da tutti, anche da chi non ha saputo cogliere l’opportunità di crescita che stavo porgendo con entusiasmo,
  • potrebbero essere apprezzate da  qualche operatore di settore,
  • si integrano bene, magari nella loro versione più basica, in ambienti arredati da griffe contemporanee.

 

La Strategia di Crescita e la Resilienza

 

Non lo nego, mi sarebbe piaciuto molto dare a mio padre la possibilità di vedere trasformare, anche in termini di immagine, l’impresa per la quale ha dato anima e corpo fin da molto giovane.

Questo piccola amarezza, però, non mi ha precluso di vivermi  comunque in pienezza la soddisfazione per la realizzazione di Dragonfly e Rose. Anche per ciò che sto per scrivervi qui sotto …

L’altro ieri, infatti,  mio padre mi ha chiamato vicino a sé e mi ha mostrato una poltrona. Era di un marchio conosciuto soprattutto per la moda  Made in Italy.

Quando mio padre mi ha chiesto di avvicinarmi a lui, mi ha detto più o meno queste parole:

“Marci, vieni qui un attimo. Guarda! La poltrona di xxx è molto simile alla tua. Ha la base identica!

E’ vero anche che questo è il “loro” gusto, comunque”.

E allora eccomi qui, appunto, a scrivervi di strategia e … resilienza.

Secondo la definizione di Google che vi ho lasciato sopra, la resilienza è “la capacità di […] affrontare […] un periodo di difficoltà”.

Se ci pensate bene, l’osservazione di mio padre non a tutte le persone sarebbe risultata gradevole. Soprattutto in Brianza.

Immagino che probabilmente qualche imprenditore della zona o qualche designer, al posto mio, si sarebbe indispettito e avrebbe aperto il capitolo delle “copie del modello” tanto utilizzato tra i concorrenti del settore per fare guerra anche quando ci sarebbe pace.

Nel mio caso – e ci tengo a non nascondervi che se avessi una società di produzione sarei la prima a depositare logo, elementi di design caratterizzanti e altro ancora per proteggere la produzione da truffe o inconvenienti spiacevoli –  l’altro ieri, nell’esclamazione di mio padre ho visto qualcosa di sorprendentemente positivo.

Come io per prima osservo culture diverse dalla mia e atmosfere differenti da quella in cui vivo,

così credo che possano fare anche altre persone, altre società, altre aziende. Nel rispetto dell’azione intrapresa e della “fonte di imitazione” di riferimento, naturalmente.

Proprio per questo motivo, quando mio padre ha aperto la rivista sulla pagina “della poltrona”, ho provato davvero  una grande soddisfazione. L’imbottito della marca xxx  sembrava essersi ispirato alla mia Rose, in effetti …

E la marca xxx è una di quelle marche che hanno fatto la storia della moda italiana – living concept incluso – .

Forse, dopotutto, è stato veramente meglio così. A proposito di resilienza.

Se per resilienza si intende la capacità di un essere umano di adattarsi a una situazione spiacevole, negativa, trasformandola in un’occasione nuova.

E per “è stato meglio così” intendo che, forse – o senza forse –  per me è decisamente meglio essere stata rifiutata dall’azienda di famiglia e aver influenzato,invece e anche fosse per poco, un marchio molto forte e molto desiderato un po’ ovunque

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