Alla fine, eccomi qui! A riassaporare insieme a voi qualche ricordo della settimana che la mia piuma rosa e io abbiamo appena trascorso, fatta di esplorazione per trend setting e controllo di mercato.

A proposito di trend setting, avete presente di cosa si tratta?

In realtà il concetto che sta dietro, a molti potrà sembrare etero, impalpabile, sfuggente, mentre  per gli operatori di settore, invece, è “qualcosa” che ha decisamente a che fare con “il sacro”.

Perché implica dinamiche

  • invisibili a molti,
  • che prenderanno concretezza sul medio – lungo periodo,
  • preziose per l’ideazione e la concertazione di progetti , servizi, prodotti e stili di vita da immettere sul settore di riferimento in modo tempestivo e con pazienza.

Di solito chi ha a che fare con il trend setting non ama molto dare spiegazioni didattiche su questo concetto, dizionari google e di lingua inglese a parte .

Vi dico la verità, come al mio solito.

In questo caso anche io – che sono particolarmente affezionata alla nascita spontanea di nuovi trend, stilistici e non – preferisco farmi coccolare dal di mistero che il processo di definizione tendenze accoglie in sé, dentro la sua stessa natura. E proprio per rispettare la natura della sua origine, preferisco evitare di trasferirvi impostazioni esagerate e ragionamenti troppo rigidi all’interno di questo articolo.

Soprattutto perché, a differenza della traduzione letterale perfetta del dizionario google, io non etichetterei il trend setting come “l’impostazione” della tendenza.

Più semplicemente ve la proporrei  raccontandovi qualche altra avventura delle mie, fornendovi una definizione speciale che si possa  leggere anche tra le righe e non solo attraverso liste.

Sicuramente e comunque, più avanti, vi riproporrò l’argomento in modo più professionale. E lo farò raccontandovi di qualche caso aziendale di micro imprenditori da ammirare.

Ma per oggi preferisco davvero tenervi compagnia  con più morbidezza.

Del resto,

  • agosto è già iniziato,
  • io e la mia piuma rosa abbiamo concluso i nostri compiti e superato le nostre verifiche perciò … siamo pronte anche noi a goderci un po’ di vacanza!

Prima di arrivare ai saluti, partirei con la “puntata” del giorno, che ne dite?

Ink Feather, l’esplorazione e Il custode del Mare

Circa sette giorni fa, come anticipato all’inizio dell’articolo, la mia piuma rosa e io siamo andate in esplorazione.

Del resto, come potrei stare al passo con i tempi, come potrei  intuire qualcosa di speciale per il futuro delle aziende, e ancor prima delle persone che si affidano a me, se non mi muovessi un po’?

Riflessione a parte,

lunedì scorso, appunto,  ho portato voi, e non solo la mia piuma rosa, a spasso per la Romagna e le Marche grazie ai social Ink Feather.

E, in uno di quei viaggi, in una di quelle avventure, in una di quelle passeggiate tra una vetrina di lusso e una mattonella di porfido ricco di storia, ho incontrato il signor Luca, anche chiamato (da me) il Custode del Mare.

Ho incontrato una persona originale, con un trascorso sicuramente impegnativo per il quale Luca, il Custode del Mare, ha svelato informazioni piene di fascino tra qualche domanda  ed esclamazione delle mie.

Sapete, io credo veramente che sia molto importante fare delle domande e arrivare a delle esclamazioni piene di entusiasmo! Secondo me è davvero necessario poter pronunciare con convinzione quelle esclamazioni , quelle spontanee e da bambina che ti fanno capire meglio quanto sia prezioso ciò che ti trovi di fronte agli occhi e  che, magari, sfugge a chi è concentrato a non guardarsi intorno.

Il custode del Mare e il Trend Setting

Qualcuno di voi, magari appunto il mio solito e amatissimo lettore un po’ cinico (che secondo me  è  parente strettissimo del milanese/brianzolo imbruttito con il quale  va di moda ridere senza scrupoli su Facebook) a questo punto mi muoverebbe la solita domanda che ormai conoscerete anche voi a memoria:

“ma tutto questo mare di parole e tutta questa perdita di tempo cosa caspita c’entra con il trend setting, Marci?”

E allora, senza bloccarmi, continuo fluida dove ero rimasta.

Il custode del mare mi ha dato la possibilità di:

  • osservare sul presente dettagli che potrebbero piacere tra qualche mese,
  • osservare che tipo di interesse e di reazione la gente intorno a me avesse circa le sue idee, i suoi colori, i suoi prodotti,
  • essere entusiasta per qualcosa che non avevo mai visto prima,
  • comprendere, ovvero prendere con me, tutta la sua storia e tutta la sua attuale voglia di sperimentare,
  • darmi i il coraggio di promuovere lui e le sue sculture di legno e colori, lentamente, piano piano, mentre tante persone sono ancora  concentrate su mode passeggere.

In pratica e in parole semplici il Signor Luca mi ha dato la possibilità di intravedere nuove tendenze da diffondere  nel mondo del design.

Perciò mi ha fornito – anche se inconsapevolmente – le basi per il trend setting!

Il Custode del Mare, infatti,  ha aperto un altro spiraglio al mio orizzonte lavorativo, orizzonte in cui creatività, stile,  sviluppo di nuove idee, lancio di nuove idee, accettazione di nuove idee tra gli operatori di settore  e loro successiva diffusione tra collaboratori, competitor e clienti finali sono passaggi fondamentali.

Senza tendenze verso cui direzionarsi nel medio – lungo termine, difficilmente il  mondo del design potrebbe evolversi  per proporre nuove soluzioni, magari più interessanti e utili delle precedenti.

Non trovate?

A proposito, occhio a non confondere le tendenze con le mode. Anche qui l’apparenza inganna … infatti trend non è sinonimo di moda. Non necessariamente.

Il custode del Mare, l’artista dei legni perduti e degli acquarelli color infanzia

Ritornando verso la direzione che il Signor Luca, Custode del Mare, ha tracciato sul cammino di Ink Feather ,

ora potrei stare qui a scrivervi righe e righe leggere e gravi circa la profondità di questo artista, segnato da ferite che hanno reso più forte la sua vita. Potrei scrivervi righe e righe circa lui, uomo che non smette mai di cercare pezzi di legno raccolti sulla riva di una spiaggia ancora spoglia o magari ai bordi di una strada percorsa  in bicicletta e  diventati, poi,  imbarcazioni e accessori  in cui corteccia, sale e acquarello si uniscono  con tratti semplici tra una riga lilla, un sole giallo e acque di blu e azzurri particolarmente ben riusciti.

Ora potrei stare qui a scrivere di definizioni, elenchi  e liste che trattino meglio di marketing e che facciano capire al volo come fare per identificare nuove direzioni di design da intraprendere.

Ma non mi va.

Perché, per ora,  preferisco davvero mantenere intatto quel velo di mistero di cui vi parlavo all’inizio.

E già che ci sono,  vi propongo di fare un giro nel centro storico di Cervia alla ricerca della bancarella del signor Luca, a caccia della  tendenza di cui vi ho semplicemente anticipato.

Adesso sì! Adesso  credo proprio sia arrivato il momento di salutarvi per davvero.

Del resto qualche suggerimento ve l’ho dato anche in questo venerdì di inizio agosto.

E ora, secondo me, è meglio lasciare da parte  le case history e i consigli di potenziamento aziendale,

per augurarvi un’estate piena di sorrisi!

 

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